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5 agosto 2013

IL LIBRO PER DIVENTARE PIU' CREATIVI

Titolo: Genius. Tecniche incredibilmente semplici per diventare più creativi all'istante Autore: James Bannerman. Editore: Tecniche Nuove Rilegatura: brossura Edizione: I edizione Formato: 13,5 x 21 cm Pagine: 212 Anno: luglio 2013 Codice ISBN: 978-88-481-2857-5 Prezzo di copertina: 19,90 Euro...
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19 agosto 2009

Il Racconto (4)

LO STRANO INCONTRO

di Simona Tatangelo

La mamma di Peter gli aveva detto di andare a comprare un litro di latte al vicino supermercato di casa. Il tono della sua voce, non ammetteva repliche.
Era lo stesso che aveva utilizzato quando gli aveva riportato la pagella a casa con tre in matematica.

In quel caso, sua madre aveva coinvolto anche il padre ed insieme lo avevano “minacciato”:<<Se non recuperi questo bruttissimo voto addio paghetta per il prossimo semestre!>>.
Così Peter si era messo sotto a studiare e aveva trasformato quell’insufficienza in uno striminzito sei. Ciò era bastato, però, per fargli riottenere il sospirato “stipendio” per comprare il suo giornale preferito sui motori.

Ora si trovava per strada in direzione del supermarket, sotto una pioggia battente, ma per fortuna con un piccolo ombrello, che tirò fuori dal suo zainetto. La sorella domani avrebbe compiuto dieci anni e a sua madre mancava, come ingrediente, solo il latte per preparargli una torta.
Pioveva forte, Peter stringeva forte il manico del piccolo ombrello portatile, che gli si era ribaltato già almeno un paio di volte. Si riparava come poteva anche se i suoi occhiali erano già bagnati da grosse gocce e vedeva un po’ sfocato.

Dall’altra parte della strada, sul marciapiede, scorse un signore che correva veloce nonostante fosse, a giudicare dall’aspetto, molto anziano e pure abbastanza robusto. Cercava, forse, riparo sotto le mensole dei palazzi vicini perché non aveva l’ombrello.
Ad un certo punto, il vecchietto fece uno scatto, troppo agile e sconsigliabile per la sua età, perché perse l’equilibrio e cadde per terra.

Peter attraversò subito la strada per andare a vedere che cosa era successo.
Si abbassò sul corpo disteso e cominciò a chiedere: <<Come sta?>>.
Chiedeva sempre in maniera più ansiosa e preoccupata: <<Ce la fa ad alzarsi?>>.
Peter da solo non ce l’avrebbe mai fatta a sollevarlo, pesava troppo per lui.

Lui sapeva d’essere troppo magro per la sua età, aveva 14 anni, e neanche un briciolo di muscoli, si era sempre rifiutato di frequentare la palestra o di fare un qualsiasi sport. Ora se ne pentiva un pò. Il ragazzo notò che gli occhiali del vecchio erano sporchi di sangue, aveva una ferita, forse, al sopracciglio. Il sangue in un attimo si sparse in tutta la zona sopra la fronte e non si riusciva più a capire la gravità dell’ammacco!
Peter non sapeva bene cosa fare, tremava tutto, la visione del sangue l’aveva sempre spaventato e l’odore gli faceva venire il vomito.

Pensava tra sé e sé, ‘da grande non diventerò mai medico!’. Il padre, un brillante chirurgo dell’ospedale della cittadina in cui vivevano, voleva che il figlio seguisse le sue orme. Peter aveva altri progetti, si immaginava in tuta rossa alla guida di una fiammante Ferrari.
Nel frattempo il vecchio, con gli occhi chiusi, farfugliava qualcosa d’incomprensibile all’orecchio del giovane e si toccava con la mano il ginocchio. Si era rotto forse anche la gamba? Forse la situazione era più grave di quello che immaginava……..

Peter, sempre più spaventato, con un primo conato di vomito che stava salendo, decise di allontanarsi per chiedere aiuto …infondo non si trovava in un deserto!
Diluviava e per strada non c’era un’anima che s' aggirava, solo ogni tanto sfrecciava a tutta velocità qualche macchina sul quel tratto di strada rettilinea.
Il limite di velocità era 50 Km/h ma nessuno pareva accorgersene.

Così il ragazzo rassicurò il vecchio, anche se sembrava stesse rivolgendosi più a se stesso, gli poggiò sotto la testa il suo zainetto, e cominciò a citofonare ai palazzi lì vicino. La sua voce era agitatissima, molti lo presero per uno scherzo o ancora peggio per un maniaco o drogato perché gli riagganciarono in faccia.

Ad un certo punto, un signore di mezza età si sporse dal balcone, del terzo piano di un palazzo, per vedere chi era il “disturbatore”:<<Che c’è ragazzo?Chi si sta sentendo male, non vedo nessuno!>>. Peter, felice che qualcuno gli avesse risposto, urlò con tutta la sua disperazione, aiuto. Molto probabilmente fu abbastanza convincente perché il signore, neanche due minuti dopo, era sceso giù dal palazzo, pronto al suo fianco a tranquillizzarlo e a seguirlo ovunque giaceva il ferito.

Peter fece strada, si era allontanato, circa, 500 metri e non se n’era nemmeno accorto. I due corsero senza ombrello, sotto la pioggia ancora battente.
Arrivati, dove Peter ricordava si fermarono. Non c’era più nessuno! Com’era possibile?
Aveva sognato tutto o il vecchio era stato capace di alzarsi e continuare a correre? Ma era ferito………come aveva fatto?

Per terra era rimasto solo il suo zainetto, tutto inzuppo d’acqua, e nessun’altra traccia. Il signore, che si trovava accanto a lui lo guardò con la faccia interrogativa.
Peter non sapevo che cosa dire. Stava inventando qualcosa di plausibile, mentre senza volerlo abbozzava un mezzo sorriso, che per l’occasione, era fuori luogo.
Decise che era meglio dire la verità perché a raccontare le bugie non era mai stato bravo.
Naturalmente il signore non credette ad una sola parola che pronunciò, gli voltò arrabbiato le spalle, e mormorò a denti stretti disse:<<Questi giovani di oggi...…dopo aver preso chissà cosa hanno le allucinazioni….. e disturbano la gente perbene, che ci si fa affari propri! >>.

Peter continuava ad osservare come ipnotizzato, il marciapiede vuoto. Gli sembrava di vedere qualche minuscola traccia di sangue lavata dalla pioggia o erano i suoi occhiali bagnati a deformargli la realtà? Si pulì le lenti con la maglietta, anche se era bagnata, ora vedeva un po’ meglio, si rimise in marcia verso……non ricordava neanche più dove era diretto….ah già il supermercato, ……doveva comprare……un litro di latte, all’improvviso gli venne in mente tutto.
Fradicio e ancora sconvolto raggiunse la meta. I commessi del market, che lo conoscevano fin quando era piccolino, lo presero tutti in giro chiamandolo “pulcino bagnato”.
Lui un po’ umiliato taceva e camminava fra gli scaffali del negozio ancora con la testa fra le nuvole.
Poi decise di cambiare la strada per tornare a casa. Arrivato, raccontò tutto a sua madre che naturalmente non gli credette.

La donna, anzi, lo accusò un po’ arrabbiata: <<Saresti in grado di inventare qualsiasi cosa, anche una storia così fantasiosa, per giustificare il tempo che hai perso per strada. Dovevi andare al supermercato qui vicino! Ma che fine hai fatto? >>.
Lui aveva capito che era inutile discutere con sua madre: gli adulti, in generale, già credono di avere sempre ragione e quando sono di cattivo umore è ancora peggio.
Allora il ragazzo salii nella sua stanza, si tolse i vestiti bagnati e indossò la sua tuta preferita.
Accese lo stereo, vi collegò le cuffie e mise la musica a palla. Voleva dimenticare il bizzarro fatto accaduto quel pomeriggio, ma le immagini continuavano a scorrergli velocissime davanti agli occhi, come una girandola al vento.


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14 giugno 2008

Scuola cultura territorio nella Media Valle del Liri all'inizio del Terzo Millennio

Nell’accogliente aula della Libreria UniversitasSora – colma di pubblico, si è svolto l’evento culturale della Presentazione dell’Opera saggistica ( 325 pp. ) di Egidio Paolucci, mentre sulla città imperversava una tempesta di pioggia e vento.

La Scrittrice Dr.ssa Maria Debora Bovenga ha illustrato la struttura letteraria della Pubblicazione, evidenziando che “ l’Autore sceglie di raccontare, tra le pieghe del Saggio un’esistenza tesa all’osservazione e all’ascolto della realtà e intreccia sapientemente storia personale e universale, con padronanza metodologica e amore fiero e autentico del Territorio “. Quindi il Prof. Lino Di Stefano ha evocato la profonda e assidua “ lezione personalistica “ di Paolucci, che ha realizzato un Libro denso di tensione educativa e culturale volta alla “ difesa della persona “ nella sua inalienabile dignità e autonomia etico - valoriale.

L’Autore ha esordito ringraziando i relatori e gli amici ed estimatori presenti. Ha quindi dato lettura dell’intervento scritto del Preside Luigi Gulia – assente per impegni inderogabili – in cui appare notevole il richiamo alla “ coscienza laica” e “ai valori fondanti della nostra Carta costituzionale”. Commosso il riferimento a Mario Martini comune Educatore, “che ora è nella Verità”, a cui è dedicata “questa ricognizione di memorie”. Quindi Paolucci conferma che l’Opera esprime l’esigenza interiore di una sistematica e meditata ricerca esistenziale per la definizione dell’identità personale, esplorata nella narrazione / rappresentazione del Territorio della Media Valle del Liri – Sora Arpino Isola Liri – nella multiforme dimensionalità etico-religiosa, scolastico-culturale, socio-politica. Sollecita pertanto il Lettore a cogliere il messaggio, imprescindibile per l’intelligenza dell’intera Opera, espresso nella Prefazione autobiografica e nell’Epilogo – quasi una personale professione di fede di spiritualità solidaristica laico-cristiana ( pp. 1 -14 ).

Particolarmente incisivi sono risultati i contributi di alcuni autorevoli intervenuti.

Il notevole Poeta Prof. Nino Cellupica ha ricordato la comune origine isolana e le esperienze politico-sociali vissute con l’Autore negli anni del grave declino industriale di Isola Liri e dell’intero territorio della Media Valle del Liri.

La Prof.ssa Cristina Amoroso, prestigiosa Presidente dell’INARS Ciociaria, ha rievocato il conferimento, nel dicembre 2007, del Premio Giornalistico Internazionale – Sezione Scrittori – a Egidio Paolucci quale “ Interprete del territorio della Valle del Liri, che in trecentoventicinque pagine immerge la propria immagine identitaria nella rappresentazione della complessa realtà locale, scenario teatrale del suo impegno di educatore ed operatore culturale”.

La Prof.ssa Enza Olini , stigmatizzando il significato denigratorio e quasi di negatività civile e culturale attribuito a volte alla provenienza ‘ciociara ‘, rivendica la nobiltà della nostra storia locale e auspica che la Pubblicazione di Paolucci possa contribuire efficacemente a confutare i pregiudizi.

Infine il Preside Prof. Gerardo Vacana, Poeta e Critico letterario qualificato, brillante e benemerito Promotore del Premio Letterario Val Comino, ha illustrato la competenza pedagogico-educativa dell’Autore dell’Opera in evidenza e la sua appassionata dedizione alla implementazione dell’ efficacia formativa delle Istituzioni scolastiche e culturali della Media Valle del Liri.

Notate le significative presenze del Vice Sindaco di Alvito Avv. Diego G. Ferrante, della Preside Prof.ssa Marcella Petricca e dell’Ambasciatore Prof. Sergiacomi de Aicardi, Presidente Nazionale URSE – Regioni Storiche Europee. Hanno aderito alla Manifestazione di cultura, con gentili Note epistolari improntate a vivo interesse e apprezzamento per il Saggio letterario, Mons. Vescovo Luca Brandolini e P. Abate Cistercense Dom. Silvestro Buttarazzi.

* Sora 10 giugno 2008 Presidenza Prov.le AIMC – Ass. Docenti Catt. ( FR.)


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24 aprile 2008

Presentato l'ultimo libro di Luigi Loffredo

Anche la natura ha una dignità. Gli alberi, patrimonio dell’umanità Presentazione dell’ultimo libro del prof. Luigi Loffredo * Ringrazio sentitamente le direzioni del LEA e di Verde Liri per l’opportunità che oggi mi danno nel far conoscere l’ultimo mio libro di attualità, didattico, istruttivo, sul tema "La Natura", che Cicerone considerava, nel creato, l’anima del mondo, principio e causa efficiente di ogni cosa ed ordine". Tra le letture piu’ significative del libro posso ricordare: "L’uomo custode della natura". "Gli alberi amici generosi dell’uomo e degli animali". La poesia, "L’ulivo benedetto". "Il contatto con la natura rigenera le energie del corpo e della mente" e l’altra poesia, "La quercia abbattuta". Ognuno di noi dovrebbe piantare o far piantare un albero. In tal modo, forse, i nostri nipoti non si ritroveranno con la triste eredità di un’Italia fatta solo di cemento e di asfalto, senza il conforto di un cinguettio, il fremito delle foglie, il sollievo di un’ombra fresca, in una calda giornata d’estate. In alcune note che Paolo VI° scrisse, pensando alla morte quasi vicina, c’è un rimpianto, un pentimento. Egli medita sul quadro che circonda la vita dell’uomo, questo universo dalle mille forze, dalle mille bellezze, per confessare che le ha scoperte troppo tardi. Lo assale il rammarico di non averlo ammirato abbastanza questo quadro, di non aver osservato quanto meritavano le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Ricordiamo in questa occasione, la "Giornata Nazionale della Natura" del 3 ottobre. A inseguire la nostra fraternità con la terra cui siamo legati, è stato San Francesco, il solo mistico che abbia scritto meditazioni d’amore sugli alberi, i fiori e gli uccelli e gli animali. La sera del 3 ottobre del 1226, poco prima di morire, Egli chiese di essere portato all’aperto e deposto sulla nuda terra, dove si spense. Rientrava così nel grembo della natura un uomo che, secondo natura, aveva vissuto e che adesso aveva elevato la piu’ alta e pura delle lodi. * Isola del Liri 19 aprile 2008. Critico d’arte e storico. Ha vinto il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1979. Dal 1983 è ispettore Onorario per i Beni Archeologici.
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29 dicembre 2010 La fine dell'anno La fine dell'anno è arrivata. Il primo decennio del  XXI secolo si è concluso. Ho riascoltato i discorsi di fine anno dei nostri Presidenti della Repubblica. Qualcuno leggeva altri andavano a memoria. Gli argomenti? Disoccupazione, emigrazione, terrorismo, studenti, assassini comuni e politici.  la costanza di tali elementi  mi è ... (continua) Leggi tutto

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